Responsabilità mediche del centro

Secondo la disciplina italiana della “responsabilità mediche degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato” contenuta nel decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 le società di capitali possono essere ritenute responsabili, e di conseguenza sanzionati in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati – in Italia o all’estero – nell’interesse o a vantaggio delle società stesse. In relazione a ciò la società ha avviato il percorso per l’adozione per la prima volta di un modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. n. 231 del 2001.

Nella presente sezione del sito sono pubblicati i documenti relativi al Modello 231.

Per qualsiasi segnalazione inerente violazioni (o presunte violazioni) rispetto al Codice Etico e/o al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo della società è possibile inviare una e-mail a 231@aditerm.com . 

Il Codice Etico

Il Codice Etico è sottoposto al ciclo di miglioramento continuo in funzione:

 

  • di variazioni significative nella struttura societaria, organizzativa, infrastrutturale aziendale; 
  • di variazioni significative nel quadro normativo di riferimento; 
  • di variazioni del profilo di rischio aziendale; 
  • del verificarsi di incidenti e non conformità a seguito di violazioni attuali e potenziali del codice etico stesso.

 

La revisione del Codice Etico è approvata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

La responsabilità dell’ente non è genericamente riferibile a qualsiasi reato, ma è circoscritta alle fattispecie criminose previste espressamente dagli artt. 24 e ss. del Decreto. 

Il modello Aditerm di gestione

Il Centro Medico Polispecialistico Aditerm S.r.l è una struttura polispecialistica di diagnostica per immagini che, coerentemente con le norme nazionali e regionali e gli indirizzi della Regione Lazio, eroga attività di Risonanza Magnetica Nucleare in regime di accreditamento con Decreto U00242 del 19/6/13.

Il modello organizzativo è basato su:

 

  • una gestione per processi, con focalizzazione sulle interazioni fra i processi e sulla flessibilità di impiego del personale;
  • la comprensione e l’osservanza dei requisiti dei servizi offerti, sia in termini di efficacia per ottenere i risultati che di efficienza come appropriatezza delle risorse dedicate e dei consumi;

Procedura whistleblowing

La presente procedura, che costituisce parte integrante del Modello 231, è volta a disciplinare le modalità di segnalazione di comportamenti illeciti o di irregolarità in ambito aziendale, in particolare, attraverso la previsione di canali informativi idonei a garantire la ricezione, l’analisi ed il trattamento delle segnalazioni nonché di sistemi di protezione del segnalante contro misure discriminatorie o, comunque, penalizzanti nell’ambito del rapporto di lavoro.

L’introduzione nell’ordinamento nazionale di un’adeguata tutela del dipendente (pubblico e privato) che segnala condotte illecite dall’interno dell’ambiente di lavoro è prevista in convenzioni internazionali (ONU, OCSE, Consiglio d’Europa), ratificate dall’Italia, oltre che in raccomandazioni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, talora in modo vincolante, altre volte sotto forma di invito ad adempiere.

In accoglimento di tali sollecitazioni, l’art. 54-bis D.Lgs. 165/2001, rubricato “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”, ha introdotto, nel nostro ordinamento, una disciplina per favorire l’emersione di illeciti, nota nei paesi anglosassoni con il termine di whistleblowing.